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Kali basalticum

C. Brullo, Brullo, Gaskin, Giusso, Hrusa & Salmeri

Famiglia: Chenopodiaceae

 

Forma biologica: T scap

 

Descrizione: Pianta alta 10-50 cm, con fusti eretti, ramificati dalla base, verdi, glabri o quasi, striati. Foglie flessuose, leggere, con lamina lineare o subcilindrica di 15-45 x 0,5-1 mm, con spina apicale di 1 mm. L'infiorescenza è terminale, spiciforme, con brattee da lineari-lanceolate a ovato-lanceolate, con spina apicale. Le bratteole sono più lunghe del perianzio. I tepali sono ialini, verdastri sotto, oblanceolati, di 2,5-3,2 x 1,5-2,1, dentati. Il perianzio fruttifero ha 4-5 segmenti alati, coriacei e membranosi.

 

Biologia: Fiorisce tra settembre e ottobre.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ecologia: Bordi strada, incolti, fessure di rocce basaltiche, sempre in stazioni subnitrofile (700-900 mslm).

 

Corologia: Endem. Sic.

 

Distribuzione nazionale: Sicilia.

 

Distribuzione regionale: Molto rara, solo sul versante Nord-occidentale dell'Etna.

 

Specie recentemente descritta per l'area etnea, appartiene a un curioso contingente di endemismi del vulcano legati ad ambienti antropizzati che annovera ad esempio Heliotropium bocconei, Silene vulgaris subsp. aetnensis e Crassula basaltica. Dal punto di vista morfologico risulta affine a Kali australe, taxon originario dell'Australia, che si differenzia tuttavia per numerosi caratteri quali la minuta peluria ispida che la ricopre, le foglie larghe 2-3 mm, le brattee più brevi, i tepali oblunghi-ovati, ecc. Per quanto riguarda le altre specie di Kali presenti in Sicilia si distingue con grande facilità per il suo habitus flessuoso e delicato e le foglie esili.

Copyright © 2012​

Foto e testo di Salvatore Cambria

cambria_salvatore@yahoo.it

 

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