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Quercus calliprinos Webb.

Famiglia: Fagaceae

Forma biologica: P scap

 

Descrizione: Cespuglio o piccolo albero sempreverde alto sino a 8 m. Le foglie sono glabre sopra e più o meno tomentose sotto, ma comunque prive del denso tomento bianco tipico di Quercus ilex. La lamina è da ellittica a obovata (16-25 x 30-42 cm), con 6-7 denti subspinosi per lato. Il picciolo è pubescente, lungo 1-3 mm. Gli amenti maschili sono lunghi 1-3 cm, con cupula avvolgente la ghianda del tutto o quasi, subsferica (diam. 10-12 mm), con squame conniventi lunghe al massimo 4 mm.

 

Biologia: Fiorisce tra aprile e maggio.

Ecologia: Macchie e garighe.

Corologia: Stenomedit. Presente dalla penisola iberica (R. coccifera) al Medio Oriente.

Distribuzione nazionale: Rara, solo in Liguria occidentale, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna.

Distribuzione regionale: Rara, presente sporadicamente nelle zone più aride della parte occidentale (Palermitano e Trapanese) sempre nelle vicinanze delle coste e nella Sicilia sud-orientale (anche all'interno come nella sughereta di Niscemi e nel bosco di Santo Pietro).

La quercia spinosa in passato era stata suddivisa in 2 taxa: Quercus coccifera, distribuita nel mediterraneo occidentale, con portamento cespuglioso (alta 2-4 m) che presenta rami giovani pelosi solo il primo anno, poi glabri e amenti femminili glabri. Q. calliprinos invece spesso assume un habitus arboreo, presenta rami con peli persistenti almeno sino al 2° anno, amenti femminili densamente tomentosi, distribuita nel Mediterraneo orientale in condizioni più xeriche. Per entrambe le specie era segnalata la presenza in Sicilia, in particolare Q. coccifera prevaleva nella parte occidentale, mentre le popolazioni della Sicilia sud-orientale erano attribuite a Quercus calliprinos. In ogni caso è possibile che l'attuale frammentaria distribuzione sull'isola della quercia spinosa sia da attribuire al pesante impatto antropico sugli ambienti a lei congeniali, cioè le stazioni costiere che risentono di condizioni abbastanza xeriche che impediscono lo sviluppo della lecceta. Attualmente le migliori formazioni di macchia di quercia spinosa si trovano nei pressi dei Gorghi Tondi e a Marausa per la Sicilia occidentale, a Cava Randello, Vittoria, Niscemi per la parte meridionale. Nel palermitano si irnvengono solo due piccole popolazioni a Capo Rama e soprattutto a Monte Catalfano (Bagheria) dove è nota la presenza di ibridi con Q. ilex, descritti come Q. xsoluntina Tineo, per la vicinanza al sito archeologico di Solunto.

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